Il silenzio interiore

scritto da Insideyou
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Insideyou
Autore del testo Insideyou

Testo: Il silenzio interiore
di Insideyou

Quando l'immensità ti sconvolgerà totalmente;
quando un gaudio clamoroso ti toglierà ogni respiro;
quando una purezza sterminata colmerà ed esonderà dal tuo cuore attraverso fremiti e palpiti audaci;
quando esploderà in te il rigoglio sublime del vivere senza alcun motivo che ti spoglierà di qualsiasi cosa e quando il pianto giungerà inaspettato da quegli occhi limpidi e cerulei nel donarlo lindo alle innocenti e caste lacrime della gioia, solo allora non ci sarà più spazio alcuno per il tempo.

Il tempo è sostenere una morte interiore, con le sue distanze, le sue misure e le sue articolate dipendenze nel domani ben note all'osservatore che è lui stesso, nell'avida e fervida forma della speranza del divenire. Il tempo è la memoria, è il movimento tra le sue numerose immagini, i suoi tratti, i suoi simboli, tra quei recessi profondi della sua complessa struttura dove si manifesta come una realtà attraverso il moto dell'osservatore che l’alimenta con i ricordi, le pulsioni e le manovre del pensiero.

L'amore non ha nulla a che vedere con tutto questo: quando avrai scoperto questa verità, non ci sarà più un solo attimo in cui potrai essere qualcosa, un momento in cui potrai riconoscere di essere qualcuno o un istante in cui presumi di essere o di aver raggiunto una certa qualità. Il tempo ha molti volti, tante facce, diverse realtà: l'amore non è mai ciò che è stato o ciò che può essere o diventare. L'amore non è mai lo stesso; non ha diversità, padroni o servitori e non appartiene a nessuno, per questo è la libertà di tutti: in questo c'è il suo profondo ed intenso significato e la sua straordinaria ed eccelsa bellezza. Egli è tutto ciò che il tempo non poteva mai farti essere o avere ed allo stesso istante, non è nulla che potevi mai immaginare o modellare con i limiti umani del pensiero, che ti manovra attraverso l'avido e stupido tentativo del possederlo per usarlo come vuoi.

L’autunno era inoltrato ed uno sciame decimato di mosche cercava gli ultimi raggi di quel tiepido sole per rimanere ancora in vita. Il freddo dell’inverno era alle porte e nella nebbia del crepuscolo che sovveniva tra le pendici dei monti, adagiandosi sulle calme acque di un mare triste nel lasciare il giorno andato, c’era l’infima speranza di sopravvivere ancora.

C'è la tranquillità delle chiese, del luogo, dell'occasione e del dovere.
C'è la tranquillità della preghiera, della speranza, della sopportazione e della tolleranza.
C'è la tranquillità oltre la resa, per l'accettazione, dopo la disfatta e con la sconfitta.
C'è anche la tranquillità del cammino, della disciplina, del metodo, del sacrificio, della fede e della credenza.

Questo stato riconosciuto ed indicato apparentemente come tranquillità, cela ed oblitera sempre però nel profondo dell'inconscio, il rumore ed il brusìo incessante del pensiero. Ma solamente quando la mente è quieta e non resa quieta; quando non è più turbata, angustiata e molestata dai suoi desideri; quando è sgombra dalle sue paure, dai suoi moventi e dalle sue manovre; quando scopre di essere totalmente sola senza più evitarlo ed evaderne, sovviene allora il silenzio immenso dell’inerzia: tu scompari in esso e lì non c'è più divisione tra te e l’agognata pace interiore; sarete insieme un unico movimento coeso ed atemporale in cui nell'ordine supremo dell’armonia totale, non c'è spazio più per lo sperimentatore, per il testimone o per il pensatore.

Sulla battigia iniziò una leggera pioggia; tu eri lì solo a passeggiare assorto nei tuoi pensieri ed il silenzio ti attraversò all’improvviso, restituendoti in un baleno la straordinaria benedizione di quell’emozione pura: il cuore si colmò così di gioia e gli occhi si bagnarono del pianto della compassione. Il vivere ti carezzò teneramente e tu ti ritrovasti nel movimento casto dell’amore vero e senza causa. Un passante però ti sfiorò e tu ritornasti ancora nel tuo mondo, quello brutale e crudele dell’essere umano.

Non potrai mai avere l’amore vero tutto per te; esso non ti appartiene affatto, perché è come la luce sfolgorante del sole: non può essere rappresa, rubata o manovrata, ma solamente e semplicemente accolta. Potrai pertanto ritrovarti ad essere inspiegabilmente amore puro, nella sua inspiegabile e sbalorditiva pienezza, quando avrai scoperto che è vano, inutile e fallace, ambirlo a tutti i costi per possederlo o riceverlo.

Il silenzio interiore testo di Insideyou
3